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martedì 9 settembre 2014

Variazioni di pensiero in grigio



27 giugno 2014

E’ tempo di rientro e mi viene la tristezza da vacanze finite.

Sono stato assente quasi tre settimane, rientro, do un’occhiata in TV alle principali notizie e constato il grigiore quotidiano dei fatti accaduti.

Le “Scellule Grisgie” , come direbbe il celebre Hercule Poirot, mi si ingrigiscono ulteriormente saturando la memoria cerebrale a breve termine che provo rapidamente a scaricare attraverso uno scritto.

Nel mondo politico, ambiente a me poco confacente, dominano non solo le discussioni fisiologiche e propositive all’interno delle varie formazioni, ma mi sembra che prevalgano i tentativi di protagonismo, personali o di gruppo, che poco hanno a che fare con gli interessi reali del Paese.

Non voglio assolutamente buttarmi nel dire che “sono tutti uguali”, anzi sono convintissimo che esistono persone motivate, serie, professionali  e volonterose in ciascuno schieramento; il problema sta nel fatto che al loro fianco esistono gli amici, gli amici degli amici, i parenti da sistemare, quelli che ti hanno aiutato nella tua piccola scalata al potere e che ora ti chiedono il favore, quelli che si aggregano al carro del vincitore sperando di raggranellare qualcosa, se non in senso economico stretto, almeno dal punto di vista dell’immagine che, ai nostri giorni, purtroppo, sembra valere più dei fatti stessi.

In questo senso Gabriele Paolini, particolarmente noto per le sue azioni di disturbo televisivo, ha fatto scuola e l'uomo con la penna al naso, sempre dietro ai politici, ma davanti alle telecamere, è un suo degno (seppur silenzioso) erede :-)

Per il bene collettivo, Utopia vuole che necessiterebbe il colpo di genio di qualche matematico, qualcuno capace di inventare un algoritmo in base al quale concedere il privilegio di accedere alle cariche pubbliche solo a coloro che sono in possesso di conoscenza,  buona volontà e di un certo rigore etico e morale; una specie di cammello che passa o meno dalla cruna di un ago, di antica memoria cristiana.

Cambiamo argomento: arrivo giusto in tempo per constatare l’esclusione dai Mondiali di calcio della nostra Nazionale, sconfitta dai morsi (non solo fisici) del proprio grigiore intrinseco e di quello arbitrale.

Altro sport, situazione analoga: la Rossa, (Ferrari) che ho smesso di tifare dopo l’uscita di Jean Todt e Ross Brawn, continua a correre nel suo grigiore quotidiano.

Forse in questo caso una livrea grigia sarebbe benaugurale, considerato il super dominio delle “Frecce d’Argento” alias Mercedes.

Più tardi apro il browser e digito iciosuez... per entrare nel mio blog e anche qui mi accoglie quel grigiore sconfortante da manifesto funereo che sostituisce le fotografie che avevo pubblicato.

“Vuoi recuperare le tue immagini? Scrivici a desk@banzai.it”, recita l’annuncio funebre.

L’ho fatto e riscriverò, chissà, forse la mail non è giunta a destinazione.

Eheh, mi sembra di vedere le mie immagini ingrigire nel tempo: i bit da cui sono formate che tendono a degradare e ad uniformarsi, con gli 0 che si avvicinano agli 1 e viceversa in una sorta di grigiore digitale finale, un qualcosa simile all’aumento di entropia dell’Universo.

Certo che i gestori di “Giovani” avrebbero fatto miglior figura annunciando per tempo la decisione di non supportare più il caricamento diretto sul sito delle fotografie, permettendo così a molti di organizzarsi con dei salvataggi.

L’impressione è che “Giovani” stia procedendo verso la chiusura definitiva, in direzione del grigiore dell’oblio. 

Un peccato visto che, numericamente parlando, le visite non mancano.

Di colorato, in azzurro e rosa, sono rimasti i nomi degli utenti online che potrebbero essere anch’essi sostituiti da due livelli di grigio: uno scuro, stile fumo di Londra per gli uomini, molto elegante che fa molto “Gentleman” inglese, tipo il già citato Hercule Poirot e l’altro, più chiaro, per le donne, color perla.

A proposito, avete mai notato quanto conferiscono un aspetto sexy le perle indossate alle orecchie dalle donne quando hanno i capelli scuri raccolti?

Ho visto che in Spagna, partcolarmente, si usa molto e personalmente lo trovo un look affascinante.

Ok, a questo punto le mie “Scellule Grisgie” hanno scaricato il loro grigiore, mi sta tornando il buon umore e riprendo a distinguere i colori e le cose piacevoli della vita.

venerdì 5 settembre 2014

Il piacere di scrivere



Inizio

4 settembre 2013

# 2 di 2


Il tempo passò e negli anni '80 avvenne la vera rivoluzione: vennero commercializzati i primi PC per uso comune.

Ricordo che in tempi diversi acquistai il Sinclair Spectrum e il Commodore 64, due pietre miliari nella diffusione dei Personal Computer.

Nati sostanzialmente come strumenti di calcolo e gioco elettronico, avevano la possibilità di trasferire dati verso un supporto magnetico a cassetta per mezzo di una tastiera "qwerty" proprio come una macchina per scrivere.

Lo scopo principale della tastiera era quello di inserire comandi in linguaggio BASIC (uno tra i principali linguaggi di programmazione delle macchine calcolatrici di quel periodo) per fare "girare" i programmi di calcolo, ma comunque permetteva l'inserimento di brevi quantità di testo scritto, tipicamente ad uso esplicativo.

Eravamo finalmente alla vigilia della videoscrittura che esisteva già da tempo, ma era confinata ad ambienti specifici, in forma ancora un po' sperimentale e quindi poco standardizzata.

Ci avviciniamo ai giorni nostri.

Arrivano gli anni '90: la tecnologia hardware e software sono ormai mature per usare la videoscrittura tramite PC.

La possibilità di salvataggio di un documento in un ambiente esterno (all'inizio il Floppy Disk), il suo successivo richiamo e le eventuali modifiche rendono il processo di scrittura qualcosa di molto agile e proficuo.

Apro un piccolo inciso curioso: alcuni si saranno chiesti perché attualmente il disco principale di un PC è denominato "C".

La ragione è che vennero dapprima inventati i Floppy Disk, dischi flessibili, alla cui unità veniva assegnata la lettera "A"; se il computer disponeva di 2 unità floppy, la seconda era denominata "B".

Poi vennero introdotti gli Hard Disk e fu attribuita loro la lettera "C".


Intanto qualcuno inventa il "copia&incolla", strumento favoloso per la trasposizione di una quantità indefinita di testo (se esistesse, meriterebbe un premio Nobel per la semplificazione della scrittura) e negli uffici la videoscrittura incomincia a sostituire le macchine da scrivere.

Personalmente durante quel periodo constato anche in ambito lavorativo che la produzione di documenti è più veloce, puoi cancellare e riscrivere elettronicamente tutte le volte che vuoi senza fatica salvando il lavoro quando lo ritieni opportuno.

Puoi prendere appunti o scriverti dei promemoria molto velocemente.
I documenti possono essere archiviati elettronicamente e si possono produrre originali in quantità illimitata senza l'uso della carta carbone.

Questo dipende anche dal perfezionamento di stampanti che negli anni diventano sempre più pratiche, economiche e funzionali.

Nel tempo passano da una tecnologia di scrittura che usa costosissima carta termica (ad esempio col PC Sinclair Spectrum), poi ad aghi ed infine a getto d'inchiostro e laser.

La scrittura ormai non è più un impegno fisico, resta solo il lavoro mentale che può essere persino gratificante.

Avendo più tempo disponibile e nessun limite di editazione dei documenti, diventa piacevole spenderne un po' per migliorare la qualità degli scritti e la loro comprensione.


Tutti sogniamo di essere un po' giornalisti, scrittori o editori; con la tecnica della videoscrittura, ad esempio, possiamo parlare di noi stessi ed esprimere facilmente le nostre emozioni, il vissuto, le idee o le passioni.

Certo, ciò che scriviamo è un diario privato, redatto come si faceva fino a pochi anni prima con la penna, ma ora è in formato elettronico, quindi spesso più dettagliato e ricco di contenuti, utile per la memoria di noi stessi.

Manca ancora un ultimo tassello: rendere pubblico ciò che vorremmo condividere.

Nella seconda metà degli anni '90 in Italia arriva Internet, è una nuova rivoluzione.

Dà la possibilità di leggere istantaneamente documenti prodotti da chiunque in qualsiasi parte del mondo dove sia accessibile una connessione per computer.

La necessità di scrivere, di comunicare o leggere non è più solo qualcosa di personale; il piacere della condivisione, dello scambio di idee e del confronto fanno nascere i Social Network.

Vengono realizzati siti Internet, che tipicamente vivono con la pubblicità, dove chi si iscrive, di solito gratuitamente, ha dello spazio sulla Rete per poter pubblicare ciò che preferisce.

Nascono anche i primi Blog, termine che deriva da Web-Log, (espressione riconducibile al giornale di bordo nautico, Logbook, però scritto in rete), da qui la traduzione di "Diario in Rete".

Anch'io, come molti, subisco il fascino di questa tecnologia.

Ricordo che mi iscrissi a questo sito proprio per la possibilità di leggere qualche documento di natura scolastica o istruttiva in generale, poi scoprii la possibilità di pubblicare foto (una mia grande passione) o di scrivere riguardo esperienze personali ed altro.

I documenti prodotti, ora sono multimediali: possono contenere testi, foto, filmati e in più sono anche ipertestuali.

Quest'ultima è una caratteristica importante perché, per mezzo di opportuni rimandi, (chiamati collegamenti ipertestuali o Hyperlink, abbreviato in Link) il documento può essere letto non solo in modo sequenziale, ma ad esempio è possibile approfondire o meno, in qualsiasi momento, qualche sua parte cliccando su "parole chiave" che rinviano a media esterni, oppure ad altri documenti in generale, proprio come fanno i riferimenti della bibliografia che si trova nelle ultime pagine dei libri.

L'uso di questo strumento è di una potenza inaudita.

A titolo esemplificativo invitandovi a cliccare sulle prossime parole in grassetto posso indirizzarvi verso l'apertura di un mio post su l'Oktoberfest (oltretutto di prossima apertura) piuttosto che sul portale della Nasa senza interrompere la lettura che state facendo!

Un'invenzione fantastica.

Ancora per esempio: se nel prossimo diario deciderò di parlare di un altro argomento che non riguarda la Scozia, ma ad esempio la California, lo potrò fare tranquillamente proprio perché, grazie ai collegamenti ipertestuali, potrò legare in modo omogeneo tutti gli argomenti, affinché chi legge non si accorga del salto temporale che intercorre tra l'esposizione di un argomento e l'altro.

Ormai siamo abituati a queste cose, ma se riflettiamo bene, soprattutto alla luce di quanto ho scritto all'inizio del post precedente, (ecco un altro esempio d'uso di un ipertesto) la scrittura si è evoluta in qualcosa che ha il sapore della fantascienza.

Personalmente sono entusiasta di queste sue nuove caratteristiche: la scrittura ha perso gli aspetti più lunghi, noiosi e difficoltosi, ma ha acquisito velocità, un maggiore potere comunicativo, un valore ed una possibilità di diffusione che l'Umanità non ha mai sperimentato finora da quando è stata inventata ed è piacevole poter condividere tutto questo.

giovedì 7 agosto 2014

Amicizia e amore online

12 maggio 2010
Qualche giorno fa l'amica Rilan ha pubblicato un post interessante sul tema dell'amicizia e amore intitolato Amori impossibili.
Ne è seguito uno scambio di idee su questo argomento, sulla possibilità di innamorarsi attraverso il Web e ciò che implica: come ci si pone agli altri, come si viene visti, se ci si dipinge per quelli che siamo nella realtà.
L'amica Blue1 mi ha fatto ricordare un post scritto da me un paio di anni fa proprio su questi argomenti che ripubblico qui sotto.
Fiabe moderne
 

C'era una volta...
...anzi c'erano una volta un ragazzo ed una ragazza che dall'interno delle proprie finestre, poste dirimpetto a decine di metri di distanza si guardavano, si studiavano e cominciavano a piacersi.
Sapevano quando durante la giornata i loro sguardi potevano incontrarsi e col tempo avevano imparato a frequentarsi.
Ora, spesso è tutto diverso: internet ha provocato una rivoluzione anche in campo sentimentale.
Una facile registrazione in un sito e tutti possono scrivere qualsiasi cosa sul loro Diario in Rete (Blog.)
Il luogo dell'incontro all'inizio è virtuale, ma tutti possono conoscersi descrivendo se stessi in modo più o meno reale e leggendo le cose altrui.
Ok, niente di male in tutto ciò, anzi si verifica una moltiplicazione dei rapporti interpersonali anche tra uomo e donna e chi sta cercando il proprio compagno/a di vita ha molte più possibilità di affinare la ricerca in mezzo ad una miriade di amici virtuali.
Già, ma a questa moltiplicazione di conoscenze corrisponde una divisione del tempo di frequentazione della persona potenzialmente interessante.
Poniamo che il nostro Blogger ritenga di aver trovato l'anima gemella.
Inizierà probabilmente una frequentazione anche reale, ma difficilmente entrambi si ritrarranno dai contatti virtuali con altri e davanti ai primi problemi concreti che la vita inevitabilmente ci presenta (esempio la ricerca di un lavoro, della casa, o semplici differenze di vedute o malumori) nasceranno i primi tormentati dubbi: sarà veramente lui/lei la miglior scelta che potevo fare?
Allora può capitare che:"Oggi ho conosciuto pinco85 che mi sembra più divertente di caio78 e anche se sempronio80 pratica quello sport che mi fa impazzire e fisicamente è migliore, che dire poi di tizio83 che culturalmente è inarrivabile!"
Se poi la persona è un/a perfezionista penso che tutto ciò provochi il rischio di un'impossibilità di scelta rendendo di fatto il nostro Blogger perso, impantanato e spaesato fra una miriade di amici che gli rendono di fatto improbabile una scelta definitiva.
Ho conosciuto però anche un ragazzo italiano che in questo modo ha trovato una compagna svedese e si è accasato in Italia con lei, pur essendo lei divorziata e con due figli piccoli a carico.
Ora si sono trasferiti in Svezia (anche i genitori di lui) e vivono tutti felici e contenti.
Ah già, ed i ragazzi della fiaba all'inizio?
Si sono conosciuti meglio, si sono sposati, hanno figli e, tra gli inevitabili alti e bassi che la vita quotidiana riserva, continuano la loro storia.

mercoledì 30 luglio 2014

2012: il film



12 novembre 2009

Domani 13 novembre in Italia uscirà il film 2012.
Credo che siamo al corrente tutti dato che se ne vede la pubblicità sulle strade e sui giornali e le televisioni mandano in onda il trailer.
Il film è di genere catastrofista con effetti speciali folgoranti che coinvolgono qualsiasi spettatore anche non amante di questo genere.
Si parte dal fatto che il calendario Maya indica il 21-12-2012 come la data ultima di un calendario che chiude il suo ciclo dopo 5125 anni.
In realtà gli stessi Maya asserivano che terminato questo ciclo se ne aprirà un altro con delle caratteristiche totalmente diverse.
Allora mi chiedo se necessariamente quel giorno debba essere così traumatico come visualizzato nel film, ammesso che i Maya fossero veramente in grado di descrivere questo prossimo futuro.
Nel blog di Bambolina72, che ringrazio sempre per i numerosi scambi di idee, abbiamo già affrontato questo discorso  
e le impressioni riportate sono state da quelle più emotive a quelle più scientifiche. Vale la pena di leggerle.
Personalmente ho condensato il mio pensiero in 2 commenti che riporto qui sotto, sono un po' lunghi ma si può leggere questo post anche a puntate, eheh.

Li ho intitolati
Fenomeni possibili, paure, calcoli e superstizioni.

Il 1°

Non sono preparato sul calendario maya che so essere frutto di un calcolo molto complesso, accurato e preciso.
Sembra riconosciuto che il 21 dicembre 2012 terminerà l'era in cui stiamo vivendo e se ne aprirà un'altra.
Una specie di capodanno dei millenni.
Penso invece che sia infondata la paura della fine del mondo in senso biblico.
Non penso che la rotazione della Terra subirà alcuna variazione.
E' vera invece la diminuzione del campo magnetico che si ritiene si annullerà in qualche centinaio di anni(?) per poi riprendere al contrario, cioè con il nord al sud e viceversa (è uno scambio di polarità magnetica e non di poli geografici e questo fenomeno sulla Terra è già capitato alcune volte!!!).
Da un punto di vista delle catastrofi basta ricordare che siamo circondati da milioni di asteroidi ciascuno dei quali, in caso di collisione con la Terra, potrebbe far sparire anche quasi tutte le forme di vita esistenti, uomo compreso.

Il 2°

Il discorso è veramente difficile.
In primis devo chiarire il mio modo di pensare che può essere condiviso o meno.
Ho letto i vari commenti e devo dire che in prima battuta sono d'accordo con quanto scritto da Quasinero.
Personalmente però la mia posizione è un po' più sfumata e mi spiego meglio.
Pur essendo io un razionale di fondo, non escludo MAI a priori la possibilità di rivedere quanto già assodato fin qui scientificamente parlando.

Esempio: se Einstein non si fosse preso la responsabilità di contestare la costanza del tempo, oggi non esisterebbe la teoria della relatività.

Esempio 2: se Copernico si fosse fidato di quanto la scienza dava per scontato fino ad allora, oggi crederemmo ancora che la Terra è al centro dell'Universo.

Perchè faccio questi esempi?
Perchè ritengo che ciò che la scienza afferma debba essere vero e credibile, ma accetto anche il ragionevole dubbio proposto da chichessia su qualunque argomento scientifico, purchè sostenuto da fatti oggettivi e fenomeni ripetibili nel tempo.
In altri termini condivido il pensiero di Piero Angela, Danilo Mainardi, Margherita Hack, Silvio Garattini,  il CICAP in generale che contribuiscono in modo determinante a confutare e smascherare le tante superstizioni esistenti che molto spesso vengono diffuse per motivi di lucro, di visibilità o di potere, ma non sono d'accordo con la presunzione di asserire che sia NECESSARIAMENTE tutto falso quello che differisce dai dogmi scientifici.
Mi sembra, come si dice, che si corra il rischio di gettare via il bambino con l'acqua sporca.

Fatto questo lunghissimo cappello ritengo che non sia provabile che la predizione di guerre, terremoti e catastrofi varie abbia avuto buon esito, anche perchè sono discorsi fatti sempre a posteriori.
Non nego però la possibilità che a causa della "dinamicità" dell'uomo su scala mondiale non si verifichino possibili disastri.
Per quanto riguarda il calendario Maya sappiamo che il 21-12-2012 chiuderà un ciclo, ma se ne aprirà un altro.
Quando siamo entrati nell'anno 2000 abbiamo chiuso un ciclo millenario, ma il giorno dopo se ne è aperto un altro.

Ci saranno cambiamenti epocali e globali?
Certo che sì, li stiamo già vivendo da qualche decennio (pensate alla corrente elettrica, la radio, la TV, il PC, Internet, la medicina, le nanotecnologie, il volo).
Un discorso totalmente diverso riguarda i NEOS .
Quello disegnato all'inizio del post di Elisabetta ben rappresenta i rischi che corriamo e come si vede dal link che ho inserito c'è chi cerca di occuparsene seriamente.


Non è possibile tirare la conclusione a tutto questo discorso, anche se io personalmente credo in modo particolare a ciò che ho scritto nelle ultime 6 righe precedenti.

In qualsiasi caso, come si dice, chi vivrà vedrà.

Buona riflessione e buon film a tutti.

Un sorrisone di ottimismo.

martedì 29 luglio 2014

Girando per Blog




Mi piace leggere a destra e a sinistra nei Blog altrui.

Lo faccio perché mi piace confrontarmi con le idee degli altri, vedere come e cosa pensa la gente.

Non è importante che le persone la pensino come me, è importante invece mettere in discussione se stessi in maniera ragionevole, senza scavarsi la fossa da soli.

Secondo me tutto ciò serve a crescere.

Anche alla mia età c'è molto da imparare sul piano umano e non solo, ci sono molte cose da scoprire nel comportamento altrui e nel proprio.

Una consapevolezza di tutto ciò getta le basi per una continua crescita umana.

Ho esordito così in questo post, su un argomento che non sono solito trattare, perché ultimamente continuo come sempre a "zompettare" di qui e di là, in alcuni blog in particolare, che appartengono a persone dotate di una forte carica positiva umana, oltretutto amiche fra di loro e talvolta anche mie, ma da un po' di tempo a questa parte faccio fatica a trovare cose allegre, messaggi positivi, dialettica costruttiva.

Ovunque vada incontro invece diffidenza, tristezza, delusione, solitudine, sconforto, sofferenza psicologica, amarezza, rabbia, vessazioni, etc etc.

In altri termini stento a riconoscere l'ambiente virtuale che frequento.

Possibile che da un'azione forse un po' superficiale commessa da qualcuno si possa innescare un ambaradan di questo tipo?

Possibile che le spiegazioni fornite da qualcuno sperando di gettare acqua sul fuoco siano interpretate invece come parole infiammabili come la benzina e che a loro volta inneschino nuovi incendi e via di questo passo verso un'escalation di gioco al massacro e di guerra tra tutti contro tutti?

Mi sembra di vedere un telefilm quando viene arrestato un colpevole (di reati veri) e il poliziotto pronuncia la frase di rito:" Hai il diritto di stare in silenzio, qualsiasi cosa tu dirai potrà essere usata contro di te"

Quelli sono telefilm e l'arrestato è quantomeno sospettato di azioni criminali, ma qui, nei Blog, dove siamo più o meno tutti presenti per incrementare le nostre relazioni umane, per crescere, per scambiare idee, per coltivare amicizie che senso ha questo comportamento da "caccia e arresto del criminale"?

CUI PRODEST?

A nessuno e lo asserisco con certezza, non perché io ne so più degli altri, ma perché non ho ancora trovato nessuno che si sia avvantaggiato da una situazione di litigio generale e contagioso anzi, come ho scritto prima, ho incontrato tanta sofferenza in più da parte di tutti.

Non pensiate che io scriva tutto ciò perché appartengo al partito del "Vogliamoci bene a tutti i costi".

Ciascuno di noi ha il proprio essere, il proprio modo di pensare, il proprio carattere, le proprie qualità ed i propri difetti, le proprie manie e gli atteggiamenti.

Credo che si tratti solo di accettarci per ciò che siamo e sforzarci semmai a contribuire alla serenità generale a volte anche soprassedendo su alcune frasi.

Concludo questa piccola analisi convinto che un po' di ferie faranno bene a tutti, (me per primo) e che al ritorno ciò che è stato sarà visto come un episodio capitato per sbaglio, per stanchezza, per fraintendimenti, per leggerezze, ma che comunque sarà stato capace di rinforzare molti legami.

Buone ferie a tutti, anche a chi non andrà via e a chi ci è già stato.

Tanta simpatia!