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giovedì 4 settembre 2014

Perché la vita è fatta così!



6 giugno 2013

Ciascuno di noi vive dei momenti di euforia, di gioia alternati ad altri di malumore e di depressione.

Non c'è età che tenga, i problemi sentimentali adolescenziali che sembrano così lontani da quelli degli individui più adulti, ad un'analisi più approfondita mostrano una solida base comune fatta di richiesta di accettazione nei confronti di chi ci sta attorno, o nelle problematiche di coppia che nascono dalla manifestazione di sentimenti che possono essere ricambiati oppure no e che, a loro volta, possono variare nel tempo.

Ci sono anche i problemi che derivano da un disagio economico, quelli di tipologia sociale e quelli legati alla sfera della salute.

Spesso questi ultimi generano le difficoltà peggiori soprattutto quando non possiamo risolverli in modo soddisfacente.

La vita è fatta così, di speranze e disillusioni, di successi e di sconfitte.

L'Uomo però sa usare la propria intelligenza per  risolvere o almeno alleviare le cose negative che gli capitano.

Lo studio e il lavoro sono mezzi concreti efficaci, ma anche l'apprezzamento delle cose "belle" nel campo dell'arte è capace di contrastare un nostro eventuale malessere interiore.

Arte è un termine generico che include qualsiasi disciplina di natura umana in grado di suscitare emozioni.

Non è importante il linguaggio usato quanto invece le sensazioni che trasmette.

Ho scritto questo perché anni fa mi capitò di visitare Assisi e i luoghi tipici di San Francesco.

Non fu una vacanza lunga, ma particolarmente piacevole e raggiunse uno dei suoi momenti più intensi quando, congedandomi dall'albergo dove risiedevo, il gestore mi regalò una pergamena contenente una poesia redatta in italiano che, secondo quanto indicato nell'intestazione, sarebbe stata scritta da un anonimo e ritrovata in una chiesa di Baltimora alla fine del ‘600.

Qualche settimana fa invece, leggendo il blog di un'amica, riconobbi questa poesia, seppur riportata in lingua originale inglese e scoprii che si tratta di una composizione del 1927 di Max Ehrmann intitolata "Desiderata".

Mi ha fatto molto piacere ritrovarla nel suo blog e, sull'onda emotiva causata da questa piacevole scoperta, ho deciso di rileggerla per l'ennesima volta.

Come dicevo all'inizio, la vita è fatta anche di momenti "no" e personalmente ho sempre trovato conforto, beneficio e un certo ottimismo in questo scritto che parla delle cose della vita.

Ancora oggi, nei momenti meno rosei, mi capita di leggerla, così la trascrivo qui sotto in modo integrale sperando che porti dei pensieri positivi anche a te che leggi perché, per dirla in estrema sintesi a modo mio, prima o poi il sole tornerà a splendere, cavoli se tornerà, sia dentro che fuori ^_^

SE VUOI VIVERE FELICE

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.

Finchè è possibile senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone.

Di' la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare.

Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito.

Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.

Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.

Conserva l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli.

Ma ciò non accechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.

Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all'amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l'erba.

Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.

Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna.

Non tormentarti con l'immaginazione.

Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.

Al di là di una disciplina morale, sii tranquillo con te stesso.

Tu sei figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai il diritto ad essere qui.

E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l'universo ti si stia schiudendo come dovrebbe.

Perciò sii in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.

Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti, è ancora un mondo stupendo.

Fai attenzione.

Cerca di essere felice.

giovedì 7 agosto 2014

Amicizia e amore online

12 maggio 2010
Qualche giorno fa l'amica Rilan ha pubblicato un post interessante sul tema dell'amicizia e amore intitolato Amori impossibili.
Ne è seguito uno scambio di idee su questo argomento, sulla possibilità di innamorarsi attraverso il Web e ciò che implica: come ci si pone agli altri, come si viene visti, se ci si dipinge per quelli che siamo nella realtà.
L'amica Blue1 mi ha fatto ricordare un post scritto da me un paio di anni fa proprio su questi argomenti che ripubblico qui sotto.
Fiabe moderne
 

C'era una volta...
...anzi c'erano una volta un ragazzo ed una ragazza che dall'interno delle proprie finestre, poste dirimpetto a decine di metri di distanza si guardavano, si studiavano e cominciavano a piacersi.
Sapevano quando durante la giornata i loro sguardi potevano incontrarsi e col tempo avevano imparato a frequentarsi.
Ora, spesso è tutto diverso: internet ha provocato una rivoluzione anche in campo sentimentale.
Una facile registrazione in un sito e tutti possono scrivere qualsiasi cosa sul loro Diario in Rete (Blog.)
Il luogo dell'incontro all'inizio è virtuale, ma tutti possono conoscersi descrivendo se stessi in modo più o meno reale e leggendo le cose altrui.
Ok, niente di male in tutto ciò, anzi si verifica una moltiplicazione dei rapporti interpersonali anche tra uomo e donna e chi sta cercando il proprio compagno/a di vita ha molte più possibilità di affinare la ricerca in mezzo ad una miriade di amici virtuali.
Già, ma a questa moltiplicazione di conoscenze corrisponde una divisione del tempo di frequentazione della persona potenzialmente interessante.
Poniamo che il nostro Blogger ritenga di aver trovato l'anima gemella.
Inizierà probabilmente una frequentazione anche reale, ma difficilmente entrambi si ritrarranno dai contatti virtuali con altri e davanti ai primi problemi concreti che la vita inevitabilmente ci presenta (esempio la ricerca di un lavoro, della casa, o semplici differenze di vedute o malumori) nasceranno i primi tormentati dubbi: sarà veramente lui/lei la miglior scelta che potevo fare?
Allora può capitare che:"Oggi ho conosciuto pinco85 che mi sembra più divertente di caio78 e anche se sempronio80 pratica quello sport che mi fa impazzire e fisicamente è migliore, che dire poi di tizio83 che culturalmente è inarrivabile!"
Se poi la persona è un/a perfezionista penso che tutto ciò provochi il rischio di un'impossibilità di scelta rendendo di fatto il nostro Blogger perso, impantanato e spaesato fra una miriade di amici che gli rendono di fatto improbabile una scelta definitiva.
Ho conosciuto però anche un ragazzo italiano che in questo modo ha trovato una compagna svedese e si è accasato in Italia con lei, pur essendo lei divorziata e con due figli piccoli a carico.
Ora si sono trasferiti in Svezia (anche i genitori di lui) e vivono tutti felici e contenti.
Ah già, ed i ragazzi della fiaba all'inizio?
Si sono conosciuti meglio, si sono sposati, hanno figli e, tra gli inevitabili alti e bassi che la vita quotidiana riserva, continuano la loro storia.

martedì 29 luglio 2014

Girando per Blog




Mi piace leggere a destra e a sinistra nei Blog altrui.

Lo faccio perché mi piace confrontarmi con le idee degli altri, vedere come e cosa pensa la gente.

Non è importante che le persone la pensino come me, è importante invece mettere in discussione se stessi in maniera ragionevole, senza scavarsi la fossa da soli.

Secondo me tutto ciò serve a crescere.

Anche alla mia età c'è molto da imparare sul piano umano e non solo, ci sono molte cose da scoprire nel comportamento altrui e nel proprio.

Una consapevolezza di tutto ciò getta le basi per una continua crescita umana.

Ho esordito così in questo post, su un argomento che non sono solito trattare, perché ultimamente continuo come sempre a "zompettare" di qui e di là, in alcuni blog in particolare, che appartengono a persone dotate di una forte carica positiva umana, oltretutto amiche fra di loro e talvolta anche mie, ma da un po' di tempo a questa parte faccio fatica a trovare cose allegre, messaggi positivi, dialettica costruttiva.

Ovunque vada incontro invece diffidenza, tristezza, delusione, solitudine, sconforto, sofferenza psicologica, amarezza, rabbia, vessazioni, etc etc.

In altri termini stento a riconoscere l'ambiente virtuale che frequento.

Possibile che da un'azione forse un po' superficiale commessa da qualcuno si possa innescare un ambaradan di questo tipo?

Possibile che le spiegazioni fornite da qualcuno sperando di gettare acqua sul fuoco siano interpretate invece come parole infiammabili come la benzina e che a loro volta inneschino nuovi incendi e via di questo passo verso un'escalation di gioco al massacro e di guerra tra tutti contro tutti?

Mi sembra di vedere un telefilm quando viene arrestato un colpevole (di reati veri) e il poliziotto pronuncia la frase di rito:" Hai il diritto di stare in silenzio, qualsiasi cosa tu dirai potrà essere usata contro di te"

Quelli sono telefilm e l'arrestato è quantomeno sospettato di azioni criminali, ma qui, nei Blog, dove siamo più o meno tutti presenti per incrementare le nostre relazioni umane, per crescere, per scambiare idee, per coltivare amicizie che senso ha questo comportamento da "caccia e arresto del criminale"?

CUI PRODEST?

A nessuno e lo asserisco con certezza, non perché io ne so più degli altri, ma perché non ho ancora trovato nessuno che si sia avvantaggiato da una situazione di litigio generale e contagioso anzi, come ho scritto prima, ho incontrato tanta sofferenza in più da parte di tutti.

Non pensiate che io scriva tutto ciò perché appartengo al partito del "Vogliamoci bene a tutti i costi".

Ciascuno di noi ha il proprio essere, il proprio modo di pensare, il proprio carattere, le proprie qualità ed i propri difetti, le proprie manie e gli atteggiamenti.

Credo che si tratti solo di accettarci per ciò che siamo e sforzarci semmai a contribuire alla serenità generale a volte anche soprassedendo su alcune frasi.

Concludo questa piccola analisi convinto che un po' di ferie faranno bene a tutti, (me per primo) e che al ritorno ciò che è stato sarà visto come un episodio capitato per sbaglio, per stanchezza, per fraintendimenti, per leggerezze, ma che comunque sarà stato capace di rinforzare molti legami.

Buone ferie a tutti, anche a chi non andrà via e a chi ci è già stato.

Tanta simpatia!

I miei giorni della Luna


20 luglio 2009
 
Oggi ricorre il 40° anniversario dallo sbarco sulla Luna. 

La corsa alla Luna partì il 25 maggio 1961 con un discorso al Congresso americano da parte di John F. Kennedy annunciando che entro quel decennio gli Stati Uniti si sarebbero impegnati a fare arrivare un uomo sulla Luna e riportarlo sano e salvo sulla Terra. 

Trascorse quasi tutto il decennio, ma il 16 luglio 1969 partì la missione Apollo 11 da Cape Canaveral in Florida (l'attuale J.F. Kennedy Space Center) il cui modulo di comando "Columbia" ed il modulo lunare "Eagle" furono spinti da un Booster modello Saturno 5 che aveva il compito di portare sulla Luna l'equipaggio composto da 3 uomini, Armstrong, Collins e Aldrin,  l'attrezzatura scientifica e tutto ciò che era necessario per il rientro sulla Terra, da là lontana 384.000 km. 

Io, a quell'epoca, ero un ragazzo di 14 anni che aveva appena terminato con successo la terza media a Pavia. Da lì a pochi mesi mi sarei trasferito a Milano. 

Ero appassionato di cose tecnologiche e scientifiche, ma soprattutto non perdevo occasione per muovermi in bicicletta. 

Sognavo anche  il motorino, non per la velocità in sé, ma per la possibilità di muovermi più velocemente ed avere quindi la possibilità di andare più lontano per scoprire nuovi orizzonti. 

Tutto sommato ero un ragazzo fortunato: vivevo in una famiglia media, avevo entrambi i genitori, una sorella e 4 nonni vivi. 

I due nonni maschi erano anch'essi interessati a questa vicenda che avrebbe sbarcato l'uomo sul nostro satellite, ma particolarmente il nonno paterno che, nato a Milano nel 1892, da bambino aveva sentito parlare di due persone, i fratelli Wright, che erano riusciti addirittura a fare alzare in volo un oggetto più pesante dell'aria. 

Aveva così vissuto fin dall'inizio tutta la storia del volo umano che in pochi anni aveva fatto progressi inimmaginabili fino a pochi decenni prima. 

Figuriamoci ora che l'ambizione ed il progresso avrebbero portato un essere umano sulla Luna, addirittura con la possibilità di vedere in diretta quello che stava accadendo per mezzo della televisione. 

Il nonno dal 16 luglio fu un attentissimo ascoltatore dei notiziari che raccontavano i dettagli dell'avanzamento della missione. 

Arrivò il 19 luglio, il giorno prima dello storico allunaggio, ed un inesorabile infarto lo stroncò. 

Al grande dispiacere della sua scomparsa si aggiunse anche la beffa del Destino che non volle farlo assistere a quell'evento a cui lui teneva moltissimo. 

Cosa accadde il 20 luglio lo sappiamo tutti: è storia recente. 

Io rimasi davanti alla TV fino a quando il LEM toccò il suolo e pensai a mio nonno. 

L'unica piccola consolazione che ci rimase fu quella che, nonostante tutto, egli era sicuro del risultato della missione e "sentiva" già che Armstrong avrebbe impresso la sua orma sul  suolo lunare e che quello sarebbe stato " un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'Umanità "                       

                                                                                                  Dedicato a mio nonno.