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martedì 12 agosto 2014

Gli affetti sul Web



7 settembre 2011

Il web è un pianeta nuovo, tutto da scoprire, da sperimentare; lo è anche in campo affettivo.
Con grande facilità molto spesso nascono, crescono e muoiono storie di ogni genere, anche le più eterogenee possibili.
La differenza tra la realtà fisica e quella virtuale è caratterizzata dal fatto che online non è necessario conoscersi personalmente e frequentarsi.
Possono nascere delle storie impossibili nella realtà, è facile raccontare a qualcuno che conosci solo attraverso qualche scritto le tue cose, perché in fondo, anche se dovessi dichiararti con nome e cognome, resti sempre un anonimo, uno sconosciuto, una persona con la quale non ci sono delle interazioni nella vita lavorativa o sociale, per cui non hai nulla da temere o da perdere.
Si crea così un legame piuttosto forte e interdipendente, spesso motivato dalla necessità di colmare dei vuoti, di dare sfogo a degli istinti, a sentimenti, a frustrazioni, a voglia di vivere tenuta in uno stato compresso, a simulare quello che non sei per vedere se in un'altra situazione la tua vita può essere diversa, forse migliore di quella che vivi.
Costruisci giorno per giorno una tua immagine virtuale, un tuo avatar, un alter ego.
E' facile anche dare il meglio di sé, in fondo qui non sei pressato dalle incombenze quotidiane, dai problemi economici, relazionali, lavorativi, di coppia.
Dai vita ad un io molto idealizzato e spesso neppure troppo sincero.
Il videogioco The Sims, così popolare in tutto il mondo, ha riscosso un grande successo proprio perché si basa sulla possibilità di edificare un nuovo Io, di crescerlo e farlo interagire con altre entità virtuali dietro le quali stanno comunque altri giocatori in carne ed ossa.
Come in The Sims anche sul web le storie evolvono, ma in mezzo a tanta virtualità i sentimenti sono reali, il lato più intimo di noi stessi è esposto senza protezione.
Non c'è neppure la protezione della vita reale che, se da una parte può essere anche parzialmente insoddisfacente, dall'altra, proprio perché è una realtà fisica, ti fornisce un volano enorme per continuare il tuo percorso fisico ed affettivo.
Nel web i sentimenti che evolvono anche molto in fretta possono sgretolare l'edificio sentimentale che hai costruito e appena vedi i primi calcinacci cadere è meglio che ti scansi molto in fretta perché qui, come nella vita vera, c'è da farsi male, per davvero.

giovedì 7 agosto 2014

Amicizia e amore online

12 maggio 2010
Qualche giorno fa l'amica Rilan ha pubblicato un post interessante sul tema dell'amicizia e amore intitolato Amori impossibili.
Ne è seguito uno scambio di idee su questo argomento, sulla possibilità di innamorarsi attraverso il Web e ciò che implica: come ci si pone agli altri, come si viene visti, se ci si dipinge per quelli che siamo nella realtà.
L'amica Blue1 mi ha fatto ricordare un post scritto da me un paio di anni fa proprio su questi argomenti che ripubblico qui sotto.
Fiabe moderne
 

C'era una volta...
...anzi c'erano una volta un ragazzo ed una ragazza che dall'interno delle proprie finestre, poste dirimpetto a decine di metri di distanza si guardavano, si studiavano e cominciavano a piacersi.
Sapevano quando durante la giornata i loro sguardi potevano incontrarsi e col tempo avevano imparato a frequentarsi.
Ora, spesso è tutto diverso: internet ha provocato una rivoluzione anche in campo sentimentale.
Una facile registrazione in un sito e tutti possono scrivere qualsiasi cosa sul loro Diario in Rete (Blog.)
Il luogo dell'incontro all'inizio è virtuale, ma tutti possono conoscersi descrivendo se stessi in modo più o meno reale e leggendo le cose altrui.
Ok, niente di male in tutto ciò, anzi si verifica una moltiplicazione dei rapporti interpersonali anche tra uomo e donna e chi sta cercando il proprio compagno/a di vita ha molte più possibilità di affinare la ricerca in mezzo ad una miriade di amici virtuali.
Già, ma a questa moltiplicazione di conoscenze corrisponde una divisione del tempo di frequentazione della persona potenzialmente interessante.
Poniamo che il nostro Blogger ritenga di aver trovato l'anima gemella.
Inizierà probabilmente una frequentazione anche reale, ma difficilmente entrambi si ritrarranno dai contatti virtuali con altri e davanti ai primi problemi concreti che la vita inevitabilmente ci presenta (esempio la ricerca di un lavoro, della casa, o semplici differenze di vedute o malumori) nasceranno i primi tormentati dubbi: sarà veramente lui/lei la miglior scelta che potevo fare?
Allora può capitare che:"Oggi ho conosciuto pinco85 che mi sembra più divertente di caio78 e anche se sempronio80 pratica quello sport che mi fa impazzire e fisicamente è migliore, che dire poi di tizio83 che culturalmente è inarrivabile!"
Se poi la persona è un/a perfezionista penso che tutto ciò provochi il rischio di un'impossibilità di scelta rendendo di fatto il nostro Blogger perso, impantanato e spaesato fra una miriade di amici che gli rendono di fatto improbabile una scelta definitiva.
Ho conosciuto però anche un ragazzo italiano che in questo modo ha trovato una compagna svedese e si è accasato in Italia con lei, pur essendo lei divorziata e con due figli piccoli a carico.
Ora si sono trasferiti in Svezia (anche i genitori di lui) e vivono tutti felici e contenti.
Ah già, ed i ragazzi della fiaba all'inizio?
Si sono conosciuti meglio, si sono sposati, hanno figli e, tra gli inevitabili alti e bassi che la vita quotidiana riserva, continuano la loro storia.

venerdì 25 luglio 2014

L'uomo, un pianeta conosciuto



17 Marzo 2009

Girando fra i blog ho trovato un post sugli uomini.
Mi è piaciuto anche se scritto in chiave critica perché ho percepito una critica matura, costruttiva, intelligente, ironica, e non sguaiata.
Leggetelo.
http://brengy.giovani.it/diari/2970378/quella_razza_volgarmente_chiamata_uomini.html
Chiaramente ho lasciato un piccolo commento per dire la mia opinione che si è allungato un po' per cui ho pensato di inserirlo nel mio blog. Eccolo.

Sì, penso che tu abbia fatto una discreta analisi del pianeta uomo.

La natura maschile (nel negativo) è fatta anche di insicurezze di egocentrismo e di sindrome di Peter Pan.
Bisogna anche dire che le donne hanno una vocazione spinta a ricevere carinerie, attenzioni, belle parole e bei gesti, diversamente quasi sempre ignorano il maschio e da qui anche l'ipocrisia maschile; insomma è un serpente che si morde la coda, un gioco delle parti.
E' spesso vero anche il discorso sulla paura di concretizzare le esperienze a due; dopo i primi tempi non è facile e sappiamo che la vita non è tutta rosa e fiori, le esigenze mentali e fisiche tra i due sessi sono diverse.
( In termini popolari si dice che la scopa scopa bene finchè è nuova!! eheh guarda te le parole!)
Quanta verità nei proverbi.
Quanti mal di testa femminili hanno incrinato i migliori rapporti e quante gentilezze maschili mancate hanno dato il colpo di grazia.
La soluzione a tutto ciò?
Credo che non ci sia perchè non siamo computer o macchine per cui è difficile ricondurre tutto alle leggi della chimica o della matematica -per fortuna-.
Ci rimangono però l'INTELLIGENZA, il DIALOGO, la SENSIBILITA', l'UMILTA', i SENTIMENTI e perchè no? le COCCOLE in senso lato e allora usiamoli.  :-)

martedì 3 giugno 2014

Fiabe moderne


18 gennaio 2008 
(Reloaded)

C’era una volta…

…anzi c’erano una volta un ragazzo ed una ragazza che dall’interno delle proprie finestre, poste dirimpetto a decine di metri di distanza si guardavano, si studiavano e cominciavano a piacersi.

Sapevano quando durante la giornata i loro sguardi potevano incontrarsi e col tempo avevano imparato a frequentarsi.

Ora, spesso, è tutto diverso: internet ha provocato una rivoluzione anche in campo sentimentale.

Una facile registrazione in un sito e tutti possono scrivere qualsiasi cosa sul loro Diario in Rete (Blog.)

Il luogo dell’incontro all’inizio è virtuale, ma tutti possono conoscersi descrivendo se stessi in modo più o meno reale e leggendo le cose altrui.

Ok, niente di male in tutto ciò, anzi si verifica una moltiplicazione dei rapporti interpersonali anche tra uomo e donna e chi sta cercando il proprio compagno/a di vita ha molte più possibilità di affinare la ricerca in mezzo ad una miriade di amici virtuali.

Già, ma a questa moltiplicazione di conoscenze corrisponde una divisione del tempo di frequentazione della persona potenzialmente interessante.

Poniamo che il nostro Blogger ritenga di aver trovato l’anima gemella.

Inizierà probabilmente una frequentazione anche reale, ma difficilmente entrambi si ritrarranno dai contatti virtuali con altri e davanti ai primi problemi concreti che la vita inevitabilmente ci presenta (esempio la ricerca di un lavoro, della casa, o semplici differenze di vedute o malumori) nasceranno i primi tormentati dubbi: sarà veramente lui/lei la miglior scelta che potevo fare?

Allora può capitare che:“Oggi ho conosciuto pinco85 che mi sembra più divertente di caio78 e anche se sempronio80 pratica quello sport che mi fa impazzire e fisicamente è migliore, che dire poi di tizio83 che culturalmente è inarrivabile!
  
Se poi la persona è un/a perfezionista penso che tutto ciò provochi il rischio di un’impossibilità di scelta rendendo di fatto il nostro Blogger perso, impantanato e spaesato fra una miriade di amici che gli rendono di fatto improbabile una scelta definitiva.

Ho conosciuto però anche un ragazzo italiano che in questo modo ha trovato una compagna svedese e si è accasato in Italia con lei, pur essendo lei divorziata e con due figli piccoli a carico.
Ora si sono trasferiti in Svezia (anche i genitori di lui) e vivono tutti felici e contenti.

Ah già, ed i ragazzi della fiaba all’inizio?

Si sono conosciuti meglio, si sono sposati, hanno figli e, tra gli inevitabili alti e bassi che la vita quotidiana riserva, continuano la loro storia.