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giovedì 24 luglio 2014

Dialoghi tra Icio & Suez



10 dicembre 2008
 
Icio:” Wow, nevica”.
Suez:”Caspita, non sapevo che fossi anche un deduttivo, come l’hai capito?”
“Non capisco perché devi essere sempre così ironico, in fin dei conti guarda che bella giornata di neve ci aspetta, ammira l’aspetto poetico della cosa”
“La fai facile tu, Icio, intanto abbiamo lasciato a casa la moto, ci siamo mossi con i mezzi pubblici, intasati ed ingolfati, un’automobilista distratto ci ha schizzato…”
“Ma se non ci siamo neppure bagnati piedi!”
“Certo, perché ho avuto l’idea di spalmare di grasso le scarpe, se fosse dipeso da te saremmo usciti con le infradito”
“Guarda che non sono mica così stupido come pensi”
“Sì come quella volta da ragazzi che, dopo una nevicata simile, mi convincesti a salire sulla “Montagnetta” di S.Siro con il ciclomotore per scivolare lungo i pendii e fare le sbandate controllate”
“Se la memoria non mi inganna, qualche sbandata non fu controllata troppo bene da te, tant’è che andammo in terra, o meglio nella neve, però non ci facemmo male”
“ma non fu divertente andare a casa bagnati fradici ed infreddoliti. Quell’altra volta poi che in bicicletta salimmo su un stagno ghiacciato in riva al Ticino, tu insistevi nel provare a frenare con il posteriore per fare derapage”
“Sì, è vero, che spasso”
“Se penso alla caduta che ne seguì mi fanno male ancora le chiappe a distanza di anni”
“Sì, però ammetti almeno di esserti divertito”
“Ok, te lo concedo, ma avvenne perché prima di salire sullo stagno controllai per bene lo spessore del ghiaccio per evitare bagni imprevisti”
“Eravamo ragazzi, non stupidi”
“Sei sicuro?”
“Certo che ne potremmo raccontare di cose io e te sulla neve e su quello che abbiamo passato”
“Per una volta sono d’accordo con te”
“Vedi che in fondo sei simpatico e ti sai anche divertire?”
“Beh sei tu l’esperto in queste cose, effettivamente a volte mi lascio contagiare dal tuo entusiasmo anche se la mia razionalità mi suggerirebbe di agire diversamente, però riconosco la tua simpatia e la tua voglia di vivere!”
“Bravo, così mi piaci, allora pace fatta?”
“Ma sì, certo”
“..e allora gustiamoci questa nevicata a Milano!”

mercoledì 16 luglio 2014

30 maggio 2008



30 maggio 2008
Non è andata proprio come speravo.
Un giorno di ferie già programmato ed "obbligato" da dedicare ad una passeggiata con la moto (Il mio Guzzone).
Speravo in una bella e calda giornata di sole da trascorrere sul fiume o meglio ancora in riva al mare dopo la traversata in moto della pianura Padana.
Avevo anche pensato ad una possibile nuotata in mare, perché mi piace nuotare, ma soprattutto nel mare.
Invece il tempo è quello che è ed allora per non sprecare la giornata ripiego sulle immancabili attività di casa, visto che all'occorrenza sono anche un discreto casalingo.
Ma non tutto è perduto: c'è tempo anche per una passeggiata al parco a me vicino, un pranzo da mia madre e soprattutto mi dedicherò alla preparazione ed alla pianificazione delle prossime ferie.
Prima o poi l'estate arriverà.
^_^

Post semiserio su noi milanesi.


5 febbraio 2008 
 

Nonostante io viva e lavori a Milano deve ammettere di non essere un grande utilizzatore dei mezzi pubblici che, in tutta onestà, funzionano ragionevolmente bene.

Non uso neppure l’auto, ma la moto perchè è più veloce e soprattutto mi diverte.

Ieri però a causa della pioggia ho lasciato a casa la mia “Breva” ed ho viaggiato in metrò.

Esco dall’ufficio con il mio ombrello sotto un’acqua torrenziale e vedo in lontananza arrivare il tram n° 29 che mi conduce al metrò.

Solo l’attraversamento della strada mi separa dal prendere al volo il tram e dal risparmio di una decina di minuti di attesa; così do un’occhiata a sinistra e vedo in lontananza un’auto che sopraggiunge, ma ritengo di avere il tempo necessario per passare.

Mi butto e quando supero la metà strada vedo davanti a me un pozzangherone tipo lago.

In una frazione di secondo penso:

“Girargli attorno è impossibile a meno di rischiare di essere travolto dall’auto e comunque perderei il tram. Ok andiamo avanti.”

Faccio un balzo da saltatore triplo, ma non avendone la capacità metto un piede in mezzo alla pozzanghera sperando che non sia troppo fonda.

Errore.

Il piede sposta quei 10 centimetri scarsi di acqua con un sonoro “splosh” che subito dopo si richiudono all’interno della mia scarpa e sui pantaloni.

Mentre impreco tra me, salgo al volo gli stretti scalini del tram chiudendo male l’ombrello e una bacchetta si incastra momentaneamente tra le porte rallentando il flusso delle persone che stanno entrando sul mezzo.

Estraggo il mio biglietto con banda magnetica dalla tasca e lo infilo nella macchinetta vidimatrice.

Sì, ma per il verso sbagliato.

Una donna mi soccorre e mi dice:”No, dall’altra parte”.

“Ma qual è l’altra parte?” penso io, le possibilità sono quattro.

Lo giro a caso e lo inserisco di nuovo.

“Ma no, di là” mi corregge la Pia Donna ormai calata nei panni del Buon Samaritano.

Intanto, mentre il terzo tentativo è quello fortunato, mi pare di percepire telepaticamente dei commenti tipo:” Ma da dove viene questo?” o “Deve essere un alieno”.

Tant’è che mi scuso giustificandomi di non essere un utente quotidiano.

Mi viene da sorridere perché ripenso ad un mio amico romagnolo che la scorsa estate mi disse:

” Lo sai, Maurizio, come facciamo noi a distinguere i milanesi?”

“Immagino dall’accento” rispondo io.

“No, li riconosci perché sono gli unici che corrono anche quando sono in vacanza!”

Eh già, parole sante.

 

martedì 3 giugno 2014

Lo spettacolo della neve

4 gennaio 2008 
(Reloaded)

E’ pur sempre bello vedere il manto bianco della neve appena caduta.
Dà un senso presunto e reale di pulizia dell’aria e del suolo.
E’ simpatico vedere bambini e ragazzi che giocano a palle di neve o che si sdraiano e si fanno tirare.
Anche i cuccioli di cane zompettano a zonzo sui campi innevati.
Ma in una città, come Milano, i disagi sono subito evidenti.
Le macchine ed i mezzi pubblici di superficie rallentano, le persone camminano sulla strada perché non tutti i marciapiedi sono stati ancora puliti rischiando quanto meno una lavata non gradita.
Il “piciu-pacio” (voce onomatopeica locale per indicare il suono che le scarpe fanno, quando entrano nella neve fradicia) è in agguato ad ogni attraversamento di strada e riuscire a tornare a casa con i piedi asciutti può essere un evento.
Ma sì, tanto in una città come Milano la nevicata ed i suoi effetti di solito non durano a lungo, anche se ricorderete la nevicata del 27 gennaio 2006  e qualcun altro non avrà certo dimenticato quella mitica del gennaio 1985.
E allora godiamoci anche lo spettacolo della neve!