mercoledì 16 luglio 2014
‘na lavata e ‘na sügata, la par nanc'aduperada
21 giugno 2008
‘na lavata e ‘na sügata, la par nanc'aduperada.
Sto parlando della motocicletta ( la mia Guzzi Breva 750 ) che da mesi ormai uso in condizioni estetiche pietose a causa delle continue piogge.
L'uso quotidiano in città con qualsiasi condizione meteo dallo scorso autunno ad ora l'hanno resa un'inguardabile massa grigiastra e la mia pigrizia all'idea di pulirla ha fatto il resto.
So che non è facile scrivere un "pezzo" sulla pulizia di una moto perché è quasi impossibile renderlo interessante, quindi non mi dilungherò, ma ci tengo a raccontare che ieri, in un impeto di "passione" ho maneggiato canna dell'acqua, detergente e Vetril per renderla ancora bella, anzi persino nuova, come recita il vecchio detto lombardo anche se allude ad altro.
Il risultato è stato clamoroso, quasi insperato ed il Guzzone è tornato ad essere una specie di estensione dei miei sensi, quasi una protesi per raccogliere le infinite emozioni che si provano viaggiando tranquillamente sulle strade che accarezzano laghi, monti, fiumi o mare e così adesso, bando alle chiacchiere, vado a fare un bel giro sul Ticino.
Buona giornata.
1000 - 2 ?
9 giugno 2008
Ieri pomeriggio mi è capitata una cosa strana.
Insieme alla famiglia ho raggiunto in auto la Valle Intelvi che, per chi non è pratico, si trova sulla sponda occidentale del lago di Como.
E' una valle verde e molto boschiva da cui si può raggiungere agevolmente la "Vetta Sighignola" che si trova a 1300 m.s.m. definita "Il Balcone d'Italia".
Una volta raggiunta, la strada termina con un ampio parcheggio ed un terrazzo che si affaccia sul lago di Lugano che si trova circa 1000 metri più in basso.
Nonostante le nuvole ed un po' di pioggia la visibilità concedeva la visione di un panorama bellissimo che permetteva di distinguere il lago di Lugano, la parte sud dell'aeroporto di Lugano-Agno, l'omonima città, un tratto del lago Maggiore, l'autostrada-diga che attraversa il lago, alcune montagne circostanti etc.
Mia moglie si era già rifugiata sotto una tettoia mentre io e mia figlia continuavamo ad ammirare il paesaggio restando in piedi sul piazzale in prossimità del pennone che sventola la bandiera italiana.
Ad un tratto ho percepito una strana sensazione di torpore alla testa ed ho visto una scintilla lunga qualche metro staccarsi dal punto più alto del pennone in direzione dell'aria circostante vero il basso.
La scarica elettrica era accompagnata da un "zzzzzzzzz" durato qualche decimo di secondo che assomigliava al suono che si sente soprattutto in inverno con la nebbia quando si staziona sotto un traliccio dell'alta tensione.
Il rumore era però molto più forte.
Terminata questa scintilla, pochi istanti dopo si è visto un fulmine in aria che, a giudicare dal tempo trascorso prima di udire il fragore del tuono, poteva distare un centinaio di metri.
Sinceramente ho subito un discreto spavento non solo per me, ma soprattutto per mia figlia.
Tutto è finito bene e, per dirla con un po' di ironia, mi sarebbe "spiaciuto" entrare nelle statistiche che dichiarano essere almeno 1000 le persone che al mondo vengono colpite dai fulmini ogni anno con diversi esiti!
Panorama da Vetta Sighignola
Ieri pomeriggio mi è capitata una cosa strana.
Insieme alla famiglia ho raggiunto in auto la Valle Intelvi che, per chi non è pratico, si trova sulla sponda occidentale del lago di Como.
E' una valle verde e molto boschiva da cui si può raggiungere agevolmente la "Vetta Sighignola" che si trova a 1300 m.s.m. definita "Il Balcone d'Italia".
Una volta raggiunta, la strada termina con un ampio parcheggio ed un terrazzo che si affaccia sul lago di Lugano che si trova circa 1000 metri più in basso.
Nonostante le nuvole ed un po' di pioggia la visibilità concedeva la visione di un panorama bellissimo che permetteva di distinguere il lago di Lugano, la parte sud dell'aeroporto di Lugano-Agno, l'omonima città, un tratto del lago Maggiore, l'autostrada-diga che attraversa il lago, alcune montagne circostanti etc.
Mia moglie si era già rifugiata sotto una tettoia mentre io e mia figlia continuavamo ad ammirare il paesaggio restando in piedi sul piazzale in prossimità del pennone che sventola la bandiera italiana.
Ad un tratto ho percepito una strana sensazione di torpore alla testa ed ho visto una scintilla lunga qualche metro staccarsi dal punto più alto del pennone in direzione dell'aria circostante vero il basso.
La scarica elettrica era accompagnata da un "zzzzzzzzz" durato qualche decimo di secondo che assomigliava al suono che si sente soprattutto in inverno con la nebbia quando si staziona sotto un traliccio dell'alta tensione.
Il rumore era però molto più forte.
Terminata questa scintilla, pochi istanti dopo si è visto un fulmine in aria che, a giudicare dal tempo trascorso prima di udire il fragore del tuono, poteva distare un centinaio di metri.
Sinceramente ho subito un discreto spavento non solo per me, ma soprattutto per mia figlia.
Tutto è finito bene e, per dirla con un po' di ironia, mi sarebbe "spiaciuto" entrare nelle statistiche che dichiarano essere almeno 1000 le persone che al mondo vengono colpite dai fulmini ogni anno con diversi esiti!
Panorama da Vetta Sighignola
Babele 2000
5 giugno 2008
Mi capita di leggere un po’ qui e là nei blog.
Non voglio entrare nel merito dei contenuti, ma nella forma, nel modo
di esprimersi per iscritto.
E’ molto attuale ed anche un
po’ modaiolo esprimersi in un linguaggio tipico di frasi abbreviate sullo stile
degli SMS con le “X” al posto dei “per” o limitare il più possibile l’uso delle
vocali.
Constato però che a volte è difficile comprendere al volo il
significato di quanto viene scritto e può essere necessaria una rilettura o più
per acquisire la comunicazione.
Insomma l’incomprensione scritta è in agguato.
Estrapolando la situazione immagino che si svilupperanno presto dei
nuovi linguaggi paralleli ed esclusivi che renderanno più difficile
l’esposizione scritta e verbale soprattutto se e quando gli insegnanti di
domani non saranno in grado di usare ed insegnare un linguaggio corretto ed
unitario.
Capiamoci: non sono un purista della lingua italiana, ma vedo che
quotidianamente le incomprensioni dovute alla comunicazione scritta o verbale
sono spesso quelle che generano i fraintendimenti e da qui le contrapposizioni
chiuse di opinioni ed estremizzando anche le guerre.
Un esempio concreto?
Pensate solo a quando un traduttore simultaneo ci comunica una frase
pronunciata da un politico straniero.
Pur tradotta nel migliore dei modi, vengono perse le sfumature di
una battuta, una frase idiomatica inglese non ha necessariamente la stessa
valenza della sua omologa in italiano.
Più concretamente ancora: se dico “pirla” ad un mio concittadino
milanese sa che intendo dargli dello sciocco, dell’ignorante, del presuntuoso o
addirittura del simpaticone a seconda dell’intonazione o del contenuto della
frase circostante.
In altre località di Italia può essere considerato semplicemente un
insulto e forse mi prendo anche una coltellata!
Insomma: la proprietà di linguaggio è importante, e un po’ di
ridondanza nella comunicazione non è solo una pedanteria, ma anche una
rifinitura di ciò che stiamo esponendo.
Un piccolo quiz a chi se ne intende: ma come fanno i Cinesi, gli
Arabi, Israeliani ed altri a scambiarsi i messaggi soprattutto se contratti?
Attendo risposte.
30 maggio 2008
30 maggio 2008
Non è andata proprio come speravo.
Un giorno di ferie già programmato ed "obbligato" da dedicare ad una passeggiata con la moto (Il mio Guzzone).
Speravo in una bella e calda giornata di sole da trascorrere sul fiume o meglio ancora in riva al mare dopo la traversata in moto della pianura Padana.
Avevo anche pensato ad una possibile nuotata in mare, perché mi piace nuotare, ma soprattutto nel mare.
Invece il tempo è quello che è ed allora per non sprecare la giornata ripiego sulle immancabili attività di casa, visto che all'occorrenza sono anche un discreto casalingo.
Ma non tutto è perduto: c'è tempo anche per una passeggiata al parco a me vicino, un pranzo da mia madre e soprattutto mi dedicherò alla preparazione ed alla pianificazione delle prossime ferie.
Prima o poi l'estate arriverà.
^_^
Aggressioni in strada.
2 aprile 2008
Ho ricevuto da colleghi una mail che racconta la tecnica
usata da malavitosi per aggredire automobilisti.
Penso possa essere utile a tutti pubblicarla.
Sono scampato per un pelo ad un moderno assalto alla
diligenza, in autostrada, nel tratto Bergamo - Milano, ore 10 del mattino.
Modalità identiche: colpo sulla mia fiancata destra, tipo
urto di specchietti in fase di sorpasso, e poi lampeggianti che non
ti mollano finché non accosti.
Mi sono salvato solo perché, dopo aver
accostato in piazzola (Errore! Ma è veramente facile cascarci), ho
bloccato le portiere e non sono sceso dall'auto, come venivo insistentemente
invitato a fare per 'constatare il danno allo specchietto', messo in allarme
dall'insistenza del personaggio che si era avvicinato a piedi al mio finestrino,
e dall'aver intravisto una seconda persona, ancora sull'auto
assalitrice, ma pronta a intervenire alle mie spalle appena fossi sceso.
Io
ero solo, loro erano in due, nessun altro in giro, se non auto che
sfrecciano a pochi metri....
Ho messo in moto e mi sono dato, letteralmente,
alla fuga.
Ovviamente lo specchietto non era danneggiato, ma la
fiancata era segnata, come da una bastonata data quando, in sorpasso, le auto sono
vicine, ma non si toccano.
Stesso commento della polizia stradale: succede MOLTO
spesso; non fermatevi, se non in area di servizio presidiata, ma chiamateci al 113
col cellulare!
State all'occhio e avvisate amici e colleghi: spero che non
vi capiti, perché non è una bella esperienza.
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