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venerdì 25 luglio 2014

C'è catena e catena



1 aprile 2009
Ho appena finito di commentare il blog di una persona sulle catene via mail che ne ricevo una io, la pubblico perchè ritengo la fonte affidabile e se qualche medico avesse la competenza per confermare gliene sarei grato.
Ecco il testo.


La prima catena sensata...
ne hanno parlato anche al TG1, non fermatela


Come riconoscere un ictus cerebrale...
Durante una grigliata Federica cade.
Qualcuno vuole chiamare l'ambulanza ma Federica rialzandosi dice di essere inciampata con le scarpe nuove.
Siccome era pallida e tremante la aiutammo a rialzarsi.
Federica trascorse il resto della serata serena ed in allegria.
Il marito di Federica mi telefonò la sera stessa dicendomi che aveva portato sua moglie in ospedale.
Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Federica è deceduta.

Federica ha avuto un ictus cerebrale durante la grigliata.
Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un ictus, Federica sarebbe ancora viva.

La maggior parte delle persone non muoiono immediatamente.
Basta 1 minuto per leggere il seguito:

Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall'attacco si può facilmente porvi rimedio.
Il trucco è riconoscere per tempo l'ictus!!!
Riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia.
Cosa che non è facile.

Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un ictus cerebrale:

**** Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);

**** Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: oggi è una bella giornata) e non ce la farà;

**** Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);

**** Chiedete alla persona di mostrarvi la lingua (se la lingua è gonfia o la muove solo lateralmente è un segno di allarme).

Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso.
Descrivete i sintomi della persona per telefono.

Un medico sostiene che se mandate questa e-mail ad almeno 10 persone,
si può essere certi che avremmo salvato la vita di Federica, ed eventualmente anche la nostra.

Quotidianamente mandiamo tanta spazzatura per il Globo, usiamo i collegamenti per essere d'aiuto a noi ed agli altri.

Sei d'accordo?



Ero rimasto ai tempi di Carlo...



29 marzo 2009

Il Carlo in questione è ...Cudega.

Si dice che una cosa risale ai tempi di Carlo Cudega per dire che è ampiamente sorpassata.

Qualche giorno fa vado a ritirare dei referti radiografici e vedo che la commessa mi consegna un plico di dimensioni circa A5 (cioè la metà di un A4).

Le chiedo:"E' tutto qui?" Risponde: "Sì, è tutto lì dentro".

Non riesco a capire come possano starci delle radiografie, ma lei è sicura di sè quindi la saluto e me ne vado anche se perplesso.

Raggiungo la moto e la curiosità è forte, apro il sigillo e guardo dentro.
Cavoli! un CD con tanto di nome e cognome, tipo di esame, data etc.

Penso: "Già è logico che l'informatica abbia raggiunto anche la visualizzazione delle radiografie però ero rimasto a 10 anni fa, alle lastre."

Raggiungo casa, inserisco il CD nel computer e si attiva un programma di visualizzazione che ti permette di modificare la luminosità, il contrasto delle radiografie, inserire falsi colori, ingrandimenti e un sacco di altre cose che non ho ancora capito.

Questo fatto però mi ha soddisfatto e ripenso che proprio qualche giorno fa parlavo con una persona in questo ambiente virtuale di come tutto sommato la Sanità Pubblica in Italia funzioni.

Eravamo sostanzialmente d'accordo nonostante la consapevolezza degli "svarioni" che a volte capitano e che poi leggiamo nelle cronache dei  giornali.

Condividevamo anche l'idea che queste cose, seppur non molto frequenti, non dovrebbero succedere perchè nell'ambiente medico si rischia la vita altrui.

Nel caso che ho raccontato però ho voluto testimoniare la crescita della Sanità Pubblica negli anni e posso aggiungere che se il ticket che ho pagato serve a contribuire a questo "upgrade" continuerò a pagarlo volentieri.