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31 luglio 2013
# 4
La storia del castello di Edimburgo inizia quando re Edwin di Northumbria nel 600 d.C. circa fece costruire una "fortezza sul pendio".
Ho virgolettato i termini perché sembra che questa sia la traduzione del toponimo "Edinburgh" dalla lingua celtica.
La Fortezza sul Pendio è diventata il castello e la sua sintetica descrizione calza perfettamente con la geografia del luogo in quanto solo il lato est scende lentamente verso valle, mentre i rimanenti sono protetti da precipizi.
Attualmente al suo interno ci sono alcune cose degne di nota e di visita come la Cappella St. Margaret's, oppure il cannone Mons Meg che, pesante 6 tonnellate, nel XV° secolo poteva sparare pietre da 150 Kg del diametro di mezzo metro.
Con un po' di immaginazione mi sembra di vederlo in azione: penso al rumore assordante dell'esplosione all'atto dello sparo con chissà quale rinculo; sicuramente massi di quelle dimensioni quando raggiungevano il suolo o, peggio ancora, i nemici causavano degli sconquassi catastrofici che però, a differenza di una bomba, si esaurivano negli immediati dintorni antistanti al punto di caduta.
Anche la ricarica dei proiettili non doveva essere facile: massi così grandi non se ne trovano ovunque e probabilmente dovevano essere portati alla postazione risalendo i pendii del castello.
La prima impressione da profano è che fosse un'arma letale, ma non particolarmente efficiente anche se, considerando che nel medioevo l'arma bianca era ancora il principale strumento di offesa, il cannone garantisse la possibilità di tenere a distanza i nemici.
Per quanto riguarda i contenuti del castello di Edimburgo, le guide specializzate descrivono perfettamente tutti i particolari dei richiami esistenti.
Noi intanto percorriamo alcune piccole vie lastricate, quando possibile ci affacciamo per vedere qualche panorama, ma poi al termine finiamo in un negozio di regali.
Fra le cose caratteristiche del luogo ci sono degli articoli di vestiario in tartan.
Il tartan è il tipico disegno a quadri scozzese che un tempo si tesseva esclusivamente con la lana, ma che ora viene prodotto anche con altri materiali.
E' un modello composto con fili di tessuto che formano bande colorate uguali fra loro ed incrociate.
In altri termini è realizzato tessendo la lana in modo che l'ordito sia uguale alla trama.
Questa tecnica determina il disegno a quadri mentre le linee diagonali, che lo arricchiscono di nuove sfumature e in apparenza generano altri colori, sono formate da uno sfalsamento (offset) di un filo ad ogni passo successivo della trama durante la lavorazione al telaio.
Naturalmente i tartan non sono tutti uguali, anzi le varie casate scozzesi hanno il loro disegno ufficiale, tant'è che in Scozia nessuno si approprierebbe mai del tartan altrui.
Indossare un abito con un certo tartan significa appartenere ad un determinato gruppo familiare o clan.
Ne esistono migliaia di tipi e volendo, dopo avere verificato che non appartiene a nessun altro, si può anche inventarne uno nuovo e registrarlo allo Scottish Register of Tartans.
Lo stesso Military Tattoo dal 1982 ha un tartan ufficiale con i colori blu per la marina, azzurro per l'aviazione, rosso per l'esercito, bianco e nero per la rappresentazione di Edimburgo.
All'estero, ad esempio, ciascuna provincia canadese ne possiede uno proprio e così via, in definitiva è un fenomeno mondiale usato come una specie di bandiera da ciascun possessore.
Quasi non abbiamo ancora incominciato la vacanza che, quando usciamo dal negozio, abbiamo già tra le mani una buona quantità di regali vari, fra cui alcune sciarpe molto funzionali caratterizzate dal fatto che si abbottonano sul petto unendo i lembi di tessuto fra loro... ovviamente in tartan.
Continua.




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