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martedì 2 settembre 2014

Livigno in autunno



23 ottobre 2012

Non è la prima volta che scrivo qualcosa su Livigno, è un luogo montano piacevole anche per chi non apprezza molto la montagna.

Se non sei un amante di arrampicate, di sci, di mountain-bike, se non sei un cercatore di funghi o non apprezzi le specialità gastronomiche locali, se non ti piace guardare le vetrine oppure se al contrario sei "uno sportivo da divano" e anche un po' "pantofolaio", qualcosa da apprezzare qui la trovi certamente.

E' difficile stancarsi di ammirare un ambiente che cambia radicalmente colore a seconda della stagione, profumato di erba e di boschi.

Per dirla proprio tutta qualche giorno fa, durante un'ennesima gita in questa località, c'era anche "profumo" di  concime naturale, visto che era stato abbondantemente sparso letame nei prati prima di una nevicata che seppellirà il verde fino alla fine della prossima primavera.

Ciò nonostante in un'insolita giornata tiepida di metà ottobre con il sole già basso nel cielo è stato particolarmente entusiasmante osservare i colori autunnali. 

Il lago formato dal torrente Spöl questa volta era pieno e l'acqua blu, ruvidamente increspata dall'aria e contemporaneamente lisciata dalla corrente, contrastava e valorizzava la cittadina.





L'autunno, si sa, è colorato per cui, passeggiando con la macchina fotografica in mano, non è stato difficile evidenziare i colori così variegati e saturi che questa stagione ci mostra.

Non c'erano solo bacche rosse su foglie verdi in un cielo azzurro, ma erba verde fra la neve e boschi multicolore.

Livigno, a quota 1800 m, si trova quasi all'altezza massima che la vegetazione arborea può raggiungere qui sulle Alpi, per cui è normale trovare prati verdi intervallati ad alberi.

Qui gli alberi sono quasi sempre conifere, ma non tutte le conifere sono dei sempreverdi.

Il larice ad esempio è una pianta decidua e proprio in questo periodo perde le sue foglie a forma di aghi dopo essere ingiallite.

A volte mi piace rivedere qualche fotografia che ritengo sia ben riuscita o che suscita emozioni e ricordi.

Una buona occasione per valorizzare qualche scatto è quella di usare le fotografie come sfondo per il PC. 

Ci vogliono delle foto che permettano alle icone presenti sul desktop di non perdersi nell'immagine e di essere facilmente ritrovate, quindi ambienti dai colori omogenei e non molto particolareggiati sono le fotografie favorite.

Alcuni degli scatti che ho fatto avevano proprio questa funzione, un bottino di immagini da memorizzare nel PC, ma soprattutto nella mente.


mercoledì 13 agosto 2014

Livigno fuori stagione - 2



Precedente

23 luglio 2012

Capitolo 2 di 2

A Livigno il "fuori stagione" è di solito un periodo molto limitato, solitamente tra maggio e giugno e cioè al termine della stagione sciistica e prima della stagione estiva.
In questa circostanza arrivammo dal Passo del Foscagno, visto che per consuetudine l'accesso dalla Forcola di Livigno, che prevede un percorso in territorio svizzero ma più corto e veloce se si giunge da Milano, è chiuso per neve almeno sette mesi all'anno.
In cima al passo e a Trepalle, frazione di Livigno e centro abitato più alto d'Italia a più di 2000 metri d'altezza  i cui abitanti si chiamano Trepallini e non Fenomeni ^_^, c'era ancora parecchia neve in fase di scioglimento, ma la strada era impeccabile nonostante gli innumerevoli rivoli d'acqua che l'attraversavano.
Per una volta in paese non ci fu nessuna difficoltà  nel parcheggiare l'auto, ma proprio a causa del periodo fuori stagione trovammo chiuso per ferie il "solito" ristorante.
Peccato, però, poiché non manca la scelta, rimediammo facilmente con un altro luogo dove mangiammo un po' di pizzoccheri, brasato di cervo con polenta taragna prima di passeggiare a piedi lungo il paese.
A proposito di passeggiate c'è da aggiungere che questo è un luogo che piace davvero a tutti.
Se da una parte si possono praticare molti sport, dall'altra può essere piacevole camminare in piano, anche se in alta montagna a 1800 metri d'altezza, curiosando nei negozi di abbigliamento, profumerie, ottica e telefonia.
Qualche acquisto è ancora oggi un po' più conveniente rispetto al mercato italiano, ma di sicuro non regalano nulla neppure qui in zona extradoganale.
Più tardi, approfittando della scarsa presenza di turisti, decidemmo di raggiungere la sponda est del lago di Livigno che, a differenza di quella ovest che è carreggiabile, è riservata solo a biciclette e pedoni.


Una volta parcheggiata la vettura ci inoltrammo lungo questo percorso a piedi per un paio di chilometri.

La passeggiata in mezzo ai boschi di conifere fu caratterizzata dall'assenza di acqua nel bacino idrico, motivo per cui su quello che normalmente è il fondo del lago, si vedeva scorrere il fiume Spöl e poi sul lato a monte della strada trovammo residui di slavine cadute nelle settimane precedenti che erano state rimosse dal tragitto.
Qualche immancabile fotografia e poi ritorno fino al parcheggio.
Non a caso avevamo fermato l'auto in prossimità della Latteria di Livigno che, a dispetto del suo nome, non è solo una rivendita di latte o derivati, ma anche una vera organizzazione al cui interno si possono visitare i laboratori; è completa di attività didattica riguardo la storia locale e la antica cultura contadina.
Promuove anche la tradizionale Mostra Zootecnica e Festa dell'Agricoltura che ogni anno si tiene qui nel mese di settembre quando vengono esposti circa  400 capi di bestiame bovini di razza Bruna, poi valutati da esperti che eleggono la Regina della Mostra.
La Latteria è anche dotata di un'area turistica con bar, spaccio di prodotti caseari e di un grande terrazzo con sdraio e ombrelloni posti sopra un prato ben tenuto dove anche noi ci intrattenemmo a gustare un gelato.
Dopo questa sosta tornammo nel centro del paese per qualche acquisto, soprattutto di generi tipici extradoganali come i liquori e poi riprendemmo l'auto per rientrare a Milano.
Con mio stupore un cartello segnaletico nel centro del paese indicava che il valico della Forcola di Livigno era aperto e così, anziché rientrare transitando dal Passo del Foscagno  seguimmo l'altra strada.
Prima di arrivare nei pressi della Forcola vidi una mandria di cavalli al pascolo, liberi all'interno di un recinto delimitato da una linea elettrificata.


Mi avvicinai a piedi per quanto possibile senza scavalcare e la mia presenza non li distoglieva dal mangiare l'erba.

Solo un piccolo puledro si muoveva nascondendosi dietro la madre.
Lo sfondo della montagna fortemente innevata, sui cui pendii era posto il passo, caratterizzava l'ambiente.
Più avanti la strada si arrampicava diritta lungo le pareti ripide della valle.
Proprio per questa caratteristica e per la mancanza di alberi a causa dell'altezza,  questa via è aperta solo per un periodo limitato dell'anno.
Qui le valanghe sono una costante  e tenere sgombro il tragitto sia dalla neve che dal materiale roccioso che viene trascinato non è facile.


Lungo il percorso trovammo della neve che nel frattempo era scivolata dalla spalla della carreggiata e aveva invaso una corsia.

Prontamente era stata transennata e poco più avanti un trattore stava già operando per rimuovere un altro ostacolo.
Giunti al passo scesi dall'auto per scattare alcune foto molto suggestive di quell'ambiente aspro e invernale nonostante fossimo a metà maggio.
Le auto e le moto che valicavano la Forcola, sul cui sfondo si vedeva il gruppo del Bernina rendevano gli scatti  ancora più accattivanti.



Poi scendemmo rapidamente di qualche decina di metri e la neve rimase dietro di noi come un ricordo.


Livigno fuori stagione - 1



16 luglio 2012

Capitolo 1 di 2

Livigno è un comune lombardo in provincia di Sondrio anche se, geograficamente parlando, più che alla Valtellina appartiene alla svizzera Engadina e non solo perché il suo territorio confina almeno per metà con questa valle del Canton Grigioni, ma soprattutto perché il suo bacino idrico non fa parte dell'Adda, ma del fiume Inn e Danubio.


Il paese è situato in bel fondo valle a circa 1800 metri di altezza, verde d'estate, ma innevatissimo e freddo per almeno sei mesi all'anno.

La Valle di Livigno ha origine alla Forcola di Livigno a più di 2300 metri sul mare da dove nasce il fiume Spöl, chiamato Akua Granda dai Livignaschi.



A circa quota 1800 metri la valle si allarga e assume un aspetto pianeggiante al punto che, negli anni '50 venne stipulata una convenzione italo-svizzera che consente ancor oggi lo sfruttamento del fiume per la produzione di energia elettrica tramite la costruzione di una diga e di un invaso artificiale.


Andare a passeggiare o soggiornare a Livigno è sempre piacevole indipendentemente dal periodo dell'anno.

In inverno è un rinomato centro di sport invernali e d'estate e autunno è un organizzatissimo comprensorio che permette camminate in montagna, passeggiate in mountain-bike, corsa, equitazione, arrampicate, ma anche semplicemente stare in ozio a prendere il sole che a questa  altezza è più intenso che mai.

D'estate vengono anche organizzati raduni motociclistici e altri eventi che contribuiscono ad incrementare il turismo.

Oggigiorno Livigno non è più quel paese che in inverno restava isolato per molti mesi a causa della neve e dell'impraticabilità delle strade, soprattutto da quando è stata ampliata e messa in sicurezza dalla neve la strada che, attraverso il Passo del Foscagno, lo collega a Bormio.

Sono state quasi completamente riedificate le case dei Livignaschi ed è sempre più raro vedere le antiche costruzioni con il doppio accesso, uno a livello stradale e l'altro posto più in alto per potere entrare anche in pieno inverno nonostante la neve.

In quest'ultima passeggiata decidemmo di andarci un giorno qualsiasi fuori stagione per evitare le solite folle che ultimamente rendono questo luogo più simile a una piccola metropoli piuttosto che a un paese di montagna.

A volte ci scherzo su chiedendomi se da un anno con l'altro non abbiano ancora costruito una linea di metropolitana.

Naturalmente esagero, ma ormai il paese si espande continuamente in lunghezza e in una valle laterale.

L'edilizia però non è selvaggia, anzi è ben curata e ben integrata con l'ambiente per cui la visione d'insieme è piacevole. 

Continua. 

giovedì 7 agosto 2014

Il Passo del Foscagno e Livigno



19 agosto 2010
Il passo del Foscagno mette in comunicazione le città di Bormio con Livigno, in Lombardia, per mezzo di una strada lunga 37 km che si snoda in mezzo alle montagne.
Entrambe sono località molte note per chi pratica gli sport invernali, ma sono luoghi di una bellezza naturale indiscutibile anche nei mesi estivi.
Escludendo gli accessi dalla Svizzera, oltretutto chiusi nei mesi invernali, il passo del Foscagno è l'unica via di comunicazione tra Livigno, situata a 1800 metri di altezza ed il resto della Lombardia.
E' quindi un passo strategico il cui tracciato moderno risale a meno di 60 anni fa.
I livignaschi fino ad allora vivevano per 8-9 mesi all'anno isolati dal mondo a causa delle neve che si accumulava nella valle e che oltretutto è fra le zone più fredde d'Italia, sono luoghi in cui spesso si registrano le temperature più basse.
A causa di questo era necessario accumulare d'estate le scorte di cibo e succedeva anche che chi moriva in inverno veniva sepolto poi in primavera dopo il disgelo.
Questa situazione geografica e climatica particolare hanno fatto sì che Livigno godesse di alcuni privilegi fiscali tant'è che ancora oggi è considerata zona extradoganale, cioè si trova in Italia  ma bisogna oltrepassare la dogana sia per raggiungerla che per rientrare.
Alcuni acquisti come alcool, sigarette e benzina sono vantaggiosi, ma l'importazione è regolamentata per legge dalla Guardia di Finanza che proprio a circa 2300 metri di quota, in cima al passo del Foscagno controlla i mezzi in transito.
Da un punto di vista geografico si presenta come un paesaggio aspro, senza alberi a causa dell'altezza, con montagne vicine ai 3000 metri.
La neve resiste fino al mese di giugno e non è insolito che faccia la ricomparsa a settembre.
Se si abbandona la strada è piacevole sostare attorno al laghetto vicinissimo, fare picnic, passeggiare nei prati alpini fioriti o risalire le pendici dei monti lungo cui è facile udire il fischio e vedere la marmotta che fa la "sentinella" ritta in piedi per avvisare le altre dell'avvicinarsi di un possibile pericolo.
All'inizio dell'estate è normale trovare ancora qualche residuo di neve che sciogliendosi alimenta piccoli rivoli d'acqua.
Una curiosità riguardo l'acqua che sottoforma di pioggia o neve scende in questo luogo: il passo del Foscagno è anche uno spartiacque e così 2 gocce d'acqua che cadono sul terreno a pochi centimetri di distanza possono avere percorsi completamente diversi.
La goccia che cade sul crinale sud alimenterà il fiume Adda, poi il Po e finirà nel mare Adriatico mentre la goccia che cadrà sul lato nord scenderà a Livigno dove entrerà nello Spöl, nell'Inn, nel Danubio e nel Mar Nero, due mondi e due destini incredibilmente diversi che originano da qui.