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martedì 29 luglio 2014

Point Reyes National Seashore, l'estremità


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21 agosto 2009

# 16


Continuo nella descrizione di Point Reyes National Seashore perché sono stato molto colpito dall'aspetto geografico e dall'ambiente.
Oltre a quanto descritto nei post precedenti volevo raccontare qualcosa sull'area di Chimney Rock.
Dopo aver percorso una ventina di chilometri all'interno del parco costiero si raggiunge il punto più a sud della penisola e anziché raggiungere il faro si procede nella direzione opposta (est) finchè un ampio parcheggio costringe il visitatore a scendere dalla vettura.
Da qui in avanti si procede a piedi percorrendo due sentieri complessivamente lunghi circa 1,5 chilometri.
La passeggiata è piacevole e la temperatura a metà di luglio è tale da obbligare ad indossare una felpa sopra una maglietta nonostante la latitudine del luogo sia quella della nostra Sicilia.
Si cammina lungo i sentieri tracciati in mezzo all'erba che in questo periodo è comunque ingiallita per le scarse precipitazioni.
Molto rapidamente si raggiunge un bivio e facilmente ci si incammina sul sentiero Headlands Overlook .
E'intuibile dal nome che alla fine di questo tratto si ammira un panorama fatto di scogliere e oceano.
Se ci si sporge un po' sulla spiaggia sottostante è facile trovare colonie di otarie che si crogiolano sulla battigia sotto un caldo sole (se c'è) ma mitigato dal vento teso e freddo.
Poi tornando indietro si riprende il sentiero principale che, posto a qualche decina di metri di altezza, percorre la parte terminale della penisola che assomiglia un po' alla Cornovaglia ma in senso speculare.
Mentre si cammina è facile inciampare a causa della continua distrazione causata dalla bellezza del paesaggio.
Camminando in direzione est si può vedere l'oceano Pacifico a nord e a sud finchè si giunge alla punta estrema percorrendo un po' di discesa.
Siamo arrivati al termine della passeggiata ed una panchina permette un po' di relax mentre si vede l'Oceano quasi a 360 gradi ed un cartello sconsiglia di oltrepassare la staccionata per evitare di cadere dalle scogliere.
Ora si torna indietro e, pur ripercorrendo lo stesso sentiero, la visuale è comunque diversa e si apprezzano anche le ondulazioni del terreno.












Point Reyes National Seashore, l'aspetto geologico





5 giugno 2009

# 14


Basta una foto satellitare per immaginare che la penisola di Point Reyes centri poco con l'ambiente terrestre che si trova al suo est e con il profilo costiero californiano.
Infatti lungo l'asse orientato da Sudest a Nordovest, percorso dalla strada California 1 e che poi continua sotto il fondale della profonda insenatura marina, transita anche la faglia di Sant'Andrea.
E' la stessa da cui i geologi si aspettano prima o poi l'arrivo del terremoto chiamato Big One che colpirà quantomeno l'area di San Francisco.
Su questo cartello, posto proprio nella località di Point Reyes sulla faglia, l'immagine racconta quando, circa 20 milioni di anni fa, questa località (e tutta la penisola) erano geograficamente collocate poco a nord di Los Angeles e nel tempo traslarono fino all'attuale posizione.
Come si è arrivati a questa conclusione?
I geologi hanno studiato il terreno sottostante la penisola e si sono accorti che la composizione delle  rocce è diversa da quelle poste anche a pochi chilometri più ad est dalla faglia, ma che corrisponde perfettamente a quella trovata poco più a nord di Los Angeles.
La faglia di Sant'Andrea è nota anche per aver causato un disastroso terremoto a San Francisco il 18 aprile 1906 durante il quale la città fu quasi distrutta dal sisma prima e poi dagli incendi che ne seguirono.
A Point Reyes vicino al  Bear Valley Visitor Center c'è un sentiero di qualche centinaio di metri che, attraverso un bel parco, conduce proprio sulla Rift Zone, insomma sulla faglia.
In un punto ben preciso, prima del 1906, esisteva una palizzata che divideva due proprietà.
Poiché essa attraversava proprio la faglia di Sant'Andrea, durante quel terremoto si ruppe perché tutto il territorio che si trovava ad ovest avanzò di colpo più di 6 metri in direzione nordovest.
Questo spostò in maniera compatta anche tutta la penisola, compreso il fondo dell'oceano.
Quella palizzata ora ovviamente non esiste più, ma è stata ricostruita basandosi sulla documentazione fotografica dell'epoca e alcuni paletti blu indicano la posizione della faglia.
Vedere queste cose suscita una suggestione profonda e fa molto pensare a quali siano a volte la forza e la violenza della natura quando manifesta la propria ingovernabile potenza.




http://www.nps.gov/pore/index.htm

Continua




Point Reyes National Seashore




28 maggio 2009


#13
Point Reyes è una penisola che esce dalla linea costiera della California situata a circa 50 km  Nord Ovest da San Francisco.
E' un luogo particolare per la geografia, il clima, la fauna, la vegetazione, i paesaggi e la geologia.
Credo che da sola valga la fatica del viaggio dall'Italia anche se la vicina San Francisco cattura la maggior parte dell'attenzione.
Scriverò qualche impressione incominciando dalla geografia, poi passerò ad altro.  
Questa penisola è un territorio sostanzialmente pianeggiante posto a poche decine di metri sul mare ed è talmente particolare che gli Stati Uniti nel 1962 decisero di proclamarla parco nazionale costiero per proteggerla dallo sviluppo residenziale, ma permettendo ugualmente agli abitanti di continuare le coltivazioni agricole e gli allevamenti di ostriche e consentendo comunque a turisti e frequentatori di ammirare i vasti scenari naturali.
Nacque così il Point Reyes National Seashore: un parco nazionale costiero di quasi 300 km quadrati.
Le fredde correnti marine che giungono dall'Alaska insieme alla umida brezza oceanica creano spesso delle situazioni di nebbia fitta che si alterna facilmente e velocemente a panorami che si estendono a perdita d'occhio.
Point Reyes è uno dei luoghi dove nel 1980 fu girato il film horror "The Fog".
In un luogo affacciato sull'oceano, con la nebbia e gli scogli è normale che esista anche un faro che tuteli le navi in transito ed ecco che puntualmente lo troviamo posto nell'estremità più a ovest della penisola.
Sfortunatamente non ho potuto visitarlo perché chiuso al pubblico, ma ciò non mi ha impedito di scattargli delle belle foto.
Poco prima di accedere alla scalinata di accesso appoggiato per terra si vede un cranio di balena grigia.
Sì perché tra le varie caratteristiche del luogo può capitare che in alcuni momenti dell'anno, al largo del faro, transitino le balene che sono attirate dalle fredde acque ricche di krill (i piccoli crostacei che sono il loro cibo preferito).
Qui  devo dire che durante questa gita abbiamo avuto un colpo di fortuna insperato perché, mentre ci stavamo guardando in giro nel silenzio rotto solo dal fruscio del vento, abbiamo sentito dei suoni come se qualcosa picchiasse l'acqua.
Nonostante il ritardo del suono rispetto all'evento non è stato difficile identificare a qualche centinaio di metri dapprima delle onde e spruzzi e poi vedere di tanto in tanto affiorare qualcosa dall'acqua: erano le balene.
Certo che da quella distanza, seppure a circa 50 metri di altezza sul mare, non è stato facile scattare delle foto, ma ci ho provato lo stesso e questi sono alcuni scatti.
La vista delle balene dal vivo ha generato in me un'emozione molto forte che da sola mi ha appagato del viaggio intrapreso.








Continua